Il migliore effetto collaterale del mio tumore al pancreas

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  • Viaggiare come protocollo terapeutico

    Oggi, 28 dicembre 2019, scrivo da un treno diretto a Marrakesh, in Marocco. Sono qui in vacanza per una settimana con mia  sorella e Michela. Avevamo bisogno di caldo e di sole. Anche mia sorella, tipa tosta, a settembre ha fatto un’operazione di mastectomia bilaterale e contemporanea ricostruzione. Il tutto l’ha tenuta ferma per due mesi, e ancora oggi stenta ancora un po’ a riprendersi del tutto. È molto tempo che non aggiorno il mio blog. Avrei voluto finire di raccontare la mia storia, di portarla al giorno di oggi,  per poter poi andare avanti e scrivere eventuali riflessioni odierne. Non l’ho fatto perché, come…

  • Day hospital? una tantum

    1 febbraio 2018. Arrivo per la prima volta al Day Hospital (DH) dell’Ifo per fare il terzo ciclo di folfirinox. Sono sollevata perché in DH è tutto più facile. Si fa un po’ di fila, si aspetta un po’, ma in poche ore risolvi e torni a casa. E soprattutto hai tutte le date calendarizzate in anticipo. Dopo un bel po’ di attesa, forse un’ora, passo la visita dall’oncologo e aspetto in un’altra sala che mi chiamino per iniziare la terapia. Mi fanno accomodare in un grande salone dotato di poltrone da chemio lungo tutto il perimetro. I parenti aspettano fuori. Ognuno ha la poltrona,…

  • Doccia fredda

    Lunedì 8 gennaio 2018. Con i capelli corti corti vado con Danilo all’IFO (non ricordo se ve l’ho presentato; Danilo, il mio compagno da … mmh tanto), con il trolley per poter essere ricoverata subito. Ho appuntamento con Milella. Gli comunico il via libera della neurologa alla prosecuzione della chemio. Ma Milella non è d’accordo. Aspetta altre conferme. Torno a casa, delusa e in ansia. Penso che i tempi prescritti tra un ciclo di chemio e l’altro (14 giorni) siano quasi perentori e comunque ideali. Temo che più ci si allontana, meno sia positivo… ricomincia l’attesa. Torno al San Camillo per fare l’eco cardio e…

  • Per chi suona la campanella…

    Tantissimi anni fa ho fatto un sogno che non ho più dimenticato. Avrò avuto forse 25 anni. Ho sognato che un dottore mi diagnosticava che avrei avuto tre tumori. Da lì a qualche tempo, indefinito. E che un po’ di tempo prima che questi tumori si “attivassero” il mio corpo mi avrebbe mandato un segnale, una specie di campanella, per avvertirmi che da quel momento in poi avrei avuto poche settimane o mesi di vita. Però il tema centrale del sogno era ragionare su cosa avrei fatto al suonare della campanella, cioè come trascorrere le ultime settimane o mesi di vita. Tutto questo con estrema…

  • Un weekend in neurologia

    L’epifania del 2018 la comincio facendo una risonanza magnetica al cranio, all’Ospedale San Camillo di Roma. Per la prima volta in vita mia salgo in ambulanza, per essere trasportata dal Pronto Soccorso al reparto di radiologia. E da lì allo Stroke Unit.Lo Stroke Unit coincide, per quanto ho capito, con il tradizionale reparto di neurologia. E infatti vengo ricoverata in una stanza con due signore molto anziane, colpite da demenza senile. Una delle signore è totalmente assente ed assistita da qualcuno per ogni esigenza. L’altra parla, è un po’ sorda, un po’ strana, ma più presente. La dottoressa Anticoli mi conferma che la risonanza magnetica…

  • Ictus

    Il 5 gennaio 2018 sono a pranzo da mia madre, abbiamo da poco finito di mangiare, io sono in cucina a chiacchierare, mentre mia madre lava i piatti. Leggo un messaggio su whatsapp, è divertente, vado per leggerlo a voce alta a mia madre. Niente. Sono distratta, non me ne accorgo subito. Dopo qualche secondo, ci riprovo a leggere a voce alta… niente da fare, la voce non esce. Mi sbraccio per farmi vedere da mia madre e le spiego a gesti che non mi esce la voce. Panico… di mia madre, ma vedo che cerca di darsi un contegno. Corre al telefono e chiama…

  • Rientro a casa e aspetto

    il 18 dicembre 2017 vengo dimessa dopo la chemio, con appuntamento per il 4 gennaio, previa telefonata della caposala. Per me le feste di Natale sono sempre state importanti. Non sono credente, ma compio gli anni il 30 dicembre, e quindi in tutte le foto dei miei compleanni c’è un albero di Natale. E poi da piccole io e mia sorella con le amiche abbiamo organizzato e trascorso dei Natali bellissimi. E quindi io continuo a festeggiare al meglio possibile. Quest’anno è un po’ diverso, ma evito di introdurre pensieri cupi, che nel mio caso sono “chissà se sarà l’ultimo”. Faccio l’albero e cerco di…

  • Compagne di ventura: Lucia

    Ho condiviso la stanza con tante donne. Tutte malate di cancro. Tumori diversi, in parti diversi del corpo, in stadi di avanzamento diversi. Età diverse. Ognuna ha lasciato in me un segno, e credo anche io in loro. Cercherò di parlarne più in dettaglio, ma mi rendo conto che con il passare del tempo mi si stanno mischiando tutte in testa, come a formare un’unica grande icona di donna. E non mi ricordo neanche i nomi. La prima compagna, chiamiamola Lucia, la ricordo benissimo perché l’ho continuata a incontrare fino a poche settimane fa. Vedova, in pensione, un figlio e una figlia adulti che dire…

  • La vita d’ospedale

    A partire da dicembre 2017 sono entrata e uscita molte volte dal reparto di Oncologia medica 1 dell’IFO, per fare la chemio e gli accertamenti. Ogni volta per almeno 3 giorni, a volte fino a 12. Nel reparto ci sono una decina di stanze, da due letti ciascuna. Il reparto è misto. I ricoverati sono tutti oncologici, chi in fine di vita, chi per accertamenti, chi per fare chemio. Non ci si entra in situazioni di emergenza, perché all’IFO non c’è il pronto soccorso. Quindi funziona che devi aspettare la telefonata della caposala, che ti comunica che per il giorno dopo c’è posto per te.…

  • Aggeggi cinesi, medici, ER

    Il 12 dicembre 2017 scendo al reparto di chirurgia in day hospital dell’IFO, dove impiantano i port-a-cath. Un gentile infermiere mi mostra come è fatto il port e mi spiega come funziona, firmo i fogli ed entro in sala operatoria. Mi tolgono gli occhiali (e quindi a quel punto mi si annebbia tutta la visuale). Da questo momento sparisco come essere umano per una quarantina di minuti, forse meno. E resto solo come corpo. Il chirurgo, che non cito perché non so chi fosse, inizia il suo lavoro praticamente senza rivolgermi la parola, parlando con l’infermiere, Cristiano, poi rivelatosi molto gentile, una volta finita l’operazione.…