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  • Di guerrieri, di mostri e di eroi

    Non siamo guerrieri, non siamo posseduti da mostri, non ci curano degli eroi.
    Trattateci da persone normali, aiutateci a vivere meglio, accompagnateci nelle cure. Abbiamo bisogno di amici e non di ammiratori.

  • Celina, Maria Vittoria, Rosa, Margherita e le altre

    Ricoverarsi in ospedale permette di conoscere persone che altrimenti non incroceresti mai. La più toccante è stata Celina Moncada, una traduttrice e poetessa nicaraguense. Era già ricoverata quando sono arrivata io. Era molto debole, mangiava pochissimo, aveva difficoltà ad alzarsi. Abbiamo parlato un po’. Ci è sembrata una bella coincidenza essere capitate insieme. Entrambe traduttrici, anche se lei mi disse che aveva tradotto l’opera di Padre Ernesto Cardenal, mentre io solo becera finanza. Io ero stata in Nicaragua, dove erano nati i miei nipoti  e mia sorella aveva vissuto per qualche anno. Lei contava di tornare a casa entro poche settimane. L’ho aiutata qualche volta…

  • Piccoli episodi che fanno la differenza

    Domenica 19 gennaio vado all’auditorium di Roma per assistere a uno spettacolo di Paolo Fresu su Chet Baker, con Monica che ha deciso di farmi questo bellissimo regalo. Io ancora non mi abituo ai “privilegi” che abbiamo come invalidi. Farò arrabbiare molti, costretti in sedia a rotelle e che si trovano in difficoltà a girare per Roma, ma io che ho ancora una buona mobilità apprezzo molto le agevolazioni che ricevo, e mi sorprendo ogni volta. Come ad esempio l’aver visitato una settimana prima il MAXXI per vedere la mostra bellissima di Maria Lai, entrando gratuitamente, così come la mia accompagnatrice. Comunque arriviamo all’Auditorium e…

  • Day hospital? una tantum

    1 febbraio 2018. Arrivo per la prima volta al Day Hospital (DH) dell’Ifo per fare il terzo ciclo di folfirinox. Sono sollevata perché in DH è tutto più facile. Si fa un po’ di fila, si aspetta un po’, ma in poche ore risolvi e torni a casa. E soprattutto hai tutte le date calendarizzate in anticipo. Dopo un bel po’ di attesa, forse un’ora, passo la visita dall’oncologo e aspetto in un’altra sala che mi chiamino per iniziare la terapia. Mi fanno accomodare in un grande salone dotato di poltrone da chemio lungo tutto il perimetro. I parenti aspettano fuori. Ognuno ha la poltrona,…

  • Aggeggi cinesi, medici, ER

    Il 12 dicembre 2017 scendo al reparto di chirurgia in day hospital dell’IFO, dove impiantano i port-a-cath. Un gentile infermiere mi mostra come è fatto il port e mi spiega come funziona, firmo i fogli ed entro in sala operatoria. Mi tolgono gli occhiali (e quindi a quel punto mi si annebbia tutta la visuale). Da questo momento sparisco come essere umano per una quarantina di minuti, forse meno. E resto solo come corpo. Il chirurgo, che non cito perché non so chi fosse, inizia il suo lavoro praticamente senza rivolgermi la parola, parlando con l’infermiere, Cristiano, poi rivelatosi molto gentile, una volta finita l’operazione.…