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  • Di guerrieri, di mostri e di eroi

    Non siamo guerrieri, non siamo posseduti da mostri, non ci curano degli eroi.
    Trattateci da persone normali, aiutateci a vivere meglio, accompagnateci nelle cure. Abbiamo bisogno di amici e non di ammiratori.

  • Ex collezionista di candele

    Rientrata da Milano dopo la visita oncologica, sono stata costretta alla quarantena, imposta per legge a tutti coloro che avevano visitato la Lombardia nei giorni precedenti. E così fino al 21 marzo sono agli arresti domiciliari. So che non mi devo lamentare. Migliaia di persone stanno morendo per il coronavirus. Io non mi lamento quasi mai. Eppure stavolta mi sento come un leone in gabbia. In una gabbia dorata, certo. Ma per il mese di marzo avevo in programma un viaggio in Sicilia di almeno quindici giorni, da sola, in auto. Avrei chiesto ospitalità alle persone che conosco là, avrei conosciuto posti nuovi. La partenza…

  • Viaggiare come protocollo terapeutico

    Oggi, 28 dicembre 2019, scrivo da un treno diretto a Marrakesh, in Marocco. Sono qui in vacanza per una settimana con mia  sorella e Michela. Avevamo bisogno di caldo e di sole. Anche mia sorella, tipa tosta, a settembre ha fatto un’operazione di mastectomia bilaterale e contemporanea ricostruzione. Il tutto l’ha tenuta ferma per due mesi, e ancora oggi stenta ancora un po’ a riprendersi del tutto. È molto tempo che non aggiorno il mio blog. Avrei voluto finire di raccontare la mia storia, di portarla al giorno di oggi,  per poter poi andare avanti e scrivere eventuali riflessioni odierne. Non l’ho fatto perché, come…

  • Day hospital? una tantum

    1 febbraio 2018. Arrivo per la prima volta al Day Hospital (DH) dell’Ifo per fare il terzo ciclo di folfirinox. Sono sollevata perché in DH è tutto più facile. Si fa un po’ di fila, si aspetta un po’, ma in poche ore risolvi e torni a casa. E soprattutto hai tutte le date calendarizzate in anticipo. Dopo un bel po’ di attesa, forse un’ora, passo la visita dall’oncologo e aspetto in un’altra sala che mi chiamino per iniziare la terapia. Mi fanno accomodare in un grande salone dotato di poltrone da chemio lungo tutto il perimetro. I parenti aspettano fuori. Ognuno ha la poltrona,…

  • Doccia fredda

    Lunedì 8 gennaio 2018. Con i capelli corti corti vado con Danilo all’IFO (non ricordo se ve l’ho presentato; Danilo, il mio compagno da … mmh tanto), con il trolley per poter essere ricoverata subito. Ho appuntamento con Milella. Gli comunico il via libera della neurologa alla prosecuzione della chemio. Ma Milella non è d’accordo. Aspetta altre conferme. Torno a casa, delusa e in ansia. Penso che i tempi prescritti tra un ciclo di chemio e l’altro (14 giorni) siano quasi perentori e comunque ideali. Temo che più ci si allontana, meno sia positivo… ricomincia l’attesa. Torno al San Camillo per fare l’eco cardio e…

  • Rientro a casa e aspetto

    il 18 dicembre 2017 vengo dimessa dopo la chemio, con appuntamento per il 4 gennaio, previa telefonata della caposala. Per me le feste di Natale sono sempre state importanti. Non sono credente, ma compio gli anni il 30 dicembre, e quindi in tutte le foto dei miei compleanni c’è un albero di Natale. E poi da piccole io e mia sorella con le amiche abbiamo organizzato e trascorso dei Natali bellissimi. E quindi io continuo a festeggiare al meglio possibile. Quest’anno è un po’ diverso, ma evito di introdurre pensieri cupi, che nel mio caso sono “chissà se sarà l’ultimo”. Faccio l’albero e cerco di…

  • Compagne di ventura: Lucia

    Ho condiviso la stanza con tante donne. Tutte malate di cancro. Tumori diversi, in parti diversi del corpo, in stadi di avanzamento diversi. Età diverse. Ognuna ha lasciato in me un segno, e credo anche io in loro. Cercherò di parlarne più in dettaglio, ma mi rendo conto che con il passare del tempo mi si stanno mischiando tutte in testa, come a formare un’unica grande icona di donna. E non mi ricordo neanche i nomi. La prima compagna, chiamiamola Lucia, la ricordo benissimo perché l’ho continuata a incontrare fino a poche settimane fa. Vedova, in pensione, un figlio e una figlia adulti che dire…

  • Inizia la chemio

    Il colloquio con il dottor Michele Milella segna l’inizio della cura. Seguendo le indicazioni di Verona, mia cugina immunologa lo ha contattato e con il mio compagno e lei, ci rechiamo all’IFO a incontrarlo. Mi fa parecchie domande e, una volta scoperto che mia madre ha la mutazione genetica, mi propone di autorizzare un prelievo di sangue per verificare se anche io sono portatrice di mutazione Brca2. A spese di una società farmaceutica che sta sperimentando un farmaco. Esco dall’incontro piuttosto serena. Milella mi sembra infatti una persona competente, gentile, concreta e attenta. Imparerò nei mesi a conoscerlo meglio, ma quel che apprezzo di più…